COME TI BRUCIO LA “CANDIDATA”. E PERCHÉ

#SalviamoRuvo 





Sarà già successo un milione di volte. Ma solo grazie alle nuove tecnologie dell’era di Internet e dei Social tutti hanno potuto vedere in diretta come si brucia una candidata.

Se non è stata la fiera dell’imbranatezza politica, allora è stato come una di quelle trasmissioni dove ti fanno vedere le selvagge cacce della savana, e tu sei comodamente sul tuo divano.

Qui abbiamo visto una caccia diversa. Ma non meno selvaggia e brutale. In diretta mondovisione.

Non stiamo a ricostruirne le cause in questo articolo. Il Lettore interessato può farlo da sé leggendo qui e qui, tanto per cominciare.

In questo post vogliamo provare a rispondere a un’altra domanda. Fu solo imbranatezza politica? O ci fu anche una mezza tonnellata di malafede – di istinto ferino della savana per così dire? O per essere precisi, di fame. Fame di Pug…?

Il quadro generale è chiaro. Ovvio. Il solito. Obiettivo: fermare Mario Albrizio. Hai visto mai che a palazzo Avitaia ci vada uno che non fa sconti a nessuno e mette fine all’era della marmellata facile per i pochi della cosca, a spese di tutti e dei servizi essenziali.


(Devo dire che questa cosa mi fa venire ogni giorno di più l’acquolina in bocca. Più certi personaggi non vogliono e fanno barricate, più mi viene voglia di andare a vedere. Che cosa ci sarà mai, in quelle carte, in quelle stanze, che proprio non devo leggere o vedere? Sluurpp… ;).


Le manovre iniziano dal primo giorno, tanto dilettantesche quanto ridicole. Per mascherare, mi confidano di essere perseguitati quotidianamente da Attila, loro vecchio compare, ma di opporre strenua ed eroica resistenza a mio favore. Dio solo sa quanto ne ho riso.

All’interno del quadro generale e dell’obiettivo primario (fermarmi), i furbetti del quartierino hanno individuato un candidato di comodo (così almeno pensavano e pensano) da favorire sotterraneamente in modo da ottenere lo scopo principale.


Così si è arrivati al paradosso che Ruvo in Movimento ha iniziato e aggregato una coalizione mentre i suoi vertici facevano di tutto, i trucchetti più sciocchi, infantili, masochistici e da dilettanti allo sbaraglio per ESCLUDERE il SUO, candidato.

Ve lo immaginate, il Pd o qualunque altro partito che fa la stessa cosa? Che aggrega coalizioni e poi penalizza il suo candidato? Anzi fa di tutto per non averne neanche uno?


No? Non lo immaginate?

Neanch’io.

Ma anche l’assurdo ha sempre una logica. Proviamo a capire quale.


Alla povera Rutigliani, per sua stessa confessione, prima di bruciarla così maldestramente (ma così maldestramente che finirà per occuparsene un Magistrato), “qualcuno” aveva assicurato che il candidato attuale del centrodestra, Antonello Paparella, “aveva i giorni contati”. Ma proprio “giorni”, eh? – mi specificò. Quasi ore.


Da allora è passato un mese e l’amico Antonello è ancora al suo posto. Ma si può immaginare qual è il quadro prospettato alla futura presunta “candidata” (contro la quale non ho nulla e che, ripeto, considero fino a prova contraria vittima e non complice). 


Saltato Antonello, sarai la candidata di tutto il centrodestra. Il che ovviamente comportava spaccare RIM, che era nato esattamente col progetto opposto, di andare oltre destre e sinistre, peraltro inesistenti perché, come tutti sanno, a parte rare eccezioni qui l’unico partito è quello trasversale della pagnotta. A spese nostre.

Fa parte delle colpe gravissime degli anelli deboli al vertice di Rim – vere e proprie quinte colonne – gente il cui tafazzismo gareggia alla grande con quello dell’ amministrazione e della vergognosa non-opposizione unna – essersi prestati ed anzi essere stati parte attiva di questo folle progetto autocastrante, che va contro ogni regola statutaria, di lealtà, di fedeltà, e persino di convenienza politica

E non abbiamo ancora detto nulla del Bene Comune e dell’interesse generale di una Città che DEVE rinascere. 

Non a caso il Documento Fondativo, scritto proprio da me, proprio in quei termini, non per caso ma per sapiente previsione di quello che sarebbe potuto accadere, di quale deviazione potevano essere capaci quelli che allora si giuravano e spergiuravano partner affidabili, pentiti del proprio passato e motivatissimi al cambiamento – e quindi di quali limiti e di quale chiarezza e definizione di obiettivi ci fosse bisogno…


Un Documento Fondativo poi condiviso da tutto Rim, anche da chi oggi lo ha così clamorosamente tradito. Un Documento alto e nobile, che impone radicale discontinuità con personaggi e metodi del passato. Mentre rispetto allo squallore che si è visto intorno al 7 gennaio, persino la prima repubblica era rose e fiori.


Non a caso quel Documento saggio e previdente è la loro peggiore condanna. Politica, giuridica, e non secondariamente morale.

Hanno ingannato deliberatamente gli iscritti prospettando un quadro e perseguendone ostinatamente, slealmente e sotterraneamente un altro che comportava la distruzione del patto fondativo e della fiducia che quegli stessi Soci avevano riposto anche in loro. Per fortuna non solo in loro. Perché RIM sopravviverà, proprio grazie al Documento Fondativo e ai suoi custodi (non solo lo scrivente). 


RIM tornerà più forte di prima, riprenderà la sua via di cambiamento radicale e le cose andranno come devono andare. Chi al Comune, chi sotto accusa.

Ma torniamo ai nostri eroi.


E’ verosimile che all’amico Antonello Paparella sia stato fatto un discorso analogo e speculare. “Tanto la Rutigliani è di passaggio e ti porterà i voti. Il vero candidato sei tu.”


Ed è qui che casca l’asino. Ovvero che troviamo la probabile risposta alla nostra domanda.


Secondo noi no. Non è stata affatto solo imbranatezza politica. Non solo


Perché avevano conosciuto il sottoscritto abbastanza da aver capito che era impossibile modificarne rotta e orientamento, e quindi NON potevano NON sapere quali sarebbero state le conseguenze del loro piano scellerato.

La farsa del 7 gennaio, con la riunione farlocca e ampiamente illegittima e la successiva “candidatura” non sono probabilmente altro che gli elementi di una bruciatura politica deliberata di quella stessa candidatura.


Sapevano perfettamente che qualcuno avrebbe reagito e preteso il rispetto di patti, Statuti, Documenti e Iscritti. Anche perché gliel’avevamo detto e preannunciato in tutte le lingue e in tutte le salse, alle tante e ripetute avvisaglie, all’emergere ripetuto e ostinato di testa, braccia e gambe di quel piano da banda bassotti che cercavano disperatamente di tenere sommerso.


A che pro allora procedere con la sceneggiata? Con questa meschina regia di così lampante, barbara e baffuta provenienza? È semplice.


Far fuori politicamente la neonata candidatura avrebbe consentito di portare con sé dall’altra parte, verso Attila, lo squallido malloppino di voti frutto del sotterfugio e del tradimento di ogni patto e di ogni lealtà.

Aspettiamoci pertanto una revocazione a breve della “candidata”, con un qualunque pretesto, per convergere su Antonello P.


L’altra ipotesi, più accademica, sarebbe che invece salti Antonello e si converga sulla Rutigliani, ormai ridotta a “candidata del centrodestra”, votata cioè alla sconfitta e alla conservazione degli attuali inquilini di palazzo Avitaia.


Ma entrambe le ipotesi sono fin troppo generose. Sappiamo tutti qual è la verità.


Salteranno tutt’e due per lasciar posto ad Attila. Il goffo manovratore (crede) di entrambi.


E noi saremo lì per festeggiare l’evento come si deve… 😛




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