DA CHE PARTE DELLA TAVOLA

Come manipolare scientificamente il mercato dell’olio extravergine. A danno dell’italia. E della Puglia.


Ma guarda.
Un “esperimento” malriuscito (o un episodio di guerra batteriologica) fa arrivare il batterio della Xylella direttamente sugli ulivi di una delle più importanti aree di produzione nazionale.
Così la produzione crolla da 500mila a 200mila tonnellate.

Così quelle altre 300mila tonnellate si possono riempire di olio “biologico” (in realtà ovviamente contraffatto e scadente) tunisino e/o “comunitario”. Greco, portoghese, spagnolo.

E siccome la cosa “funziona”, quale miglior soluzione che abbattere – dice il commissario greco dell’UE – anziché curare, il milione di ulivi “contaminati” pugliesi?

Così il giochetto può proseguire anche nei prossimi anni.
Guarda alle volte le coincidenze
Ma lo Stato in tutto questo dov’è? E la regione? E l’UE?
Da che parte della tavola?

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da Facebook:

Questa crema gialla è olio tunisino congelato, arrivato nel porto di Livorno dalla Spagna dopo essere stato miscelato in Portogallo, e destinato a un noto oleificio toscano. 
Nell’inchiesta di Danilo Lupo su La7 ha seguito da Livorno a Roma fino a Lecce il filo di una frode milionaria che specula sul crollo della produzione di extravergine made in italy, un crollo dovuto alla xylella, alla mosca, alla pioggia. I produttori onesti sono in rivolta, ma il problema sta nelle frontiere colabrodo: “colpa del parlamento, che ci ha disarmato” dicono i controllori.