Un caffè 30 euro

 
E ci risiamo.
 
Parleremo più tardi di cose ben più serie. Ma lasciatemi divertire tornare cinque minuti sulla questione delle multe.
 
Cinque minuti? meno. Non più di tre. Il tempo per i Vigili di fare una vera e propria azione da commando israeliano.
 
Stamattina. Uscita da casa ore 9.43 certificabili. Lo so perché ho guardato l’orologio. Accompagno mia moglie che oggi prende servizio alle 10. E ho guardato l’orologio proprio per vedere se c’era tempo per un caffè.
 
Tragitto Via Imbriani – Corso Cotugno attraverso Corso Jatta – Cavallotti. Non ho più visto l’orologio, ovviamente. Certe cose non te le aspetti…;) 

Ma qualche minuto ci vuole. Sicuramente non sono arrivato prima delle 9.45; probabilmente intorno alle 9.46-48. Complice anche una leggera incertezza nella ricerca del parcheggio.
 
Alla fine ho optato per lasciare l’auto di fronte al bar, dall’altra parte del Corso, vicino alla copisteria – e per non coprire le strisce pedonali, l’ho lasciata leggermente inclinata verso il marciapiede. Tanto, era cosa veloce. Un caffè con la moglie; mica un drink di corteggiamento con una possibile commara…;)
 
Com’è andata a finire, il Lettore già lo sa. 
 
Alle 9.50, scrive il vigile, è stata elevata contravvenzione.
 
In pratica, un vero raid da teste di cuoio… Se ci avessero seguito apposta, non avrebbero potuto farlo meglio…;)
 
Tutto nei tre-minuti-non-di-più di sosta. 
 
Ora, la multa è questione mia, e non è di questo che voglio parlare.
 
Ma di quello che si può dedurre quanto al carattere pubblico, di interese comune, della cosa.
 
Punto primo: ho lasciato l’auto con le portiere apribili per evidenziare il carattere di fermata veloce. Non è servito.
 
Punto secondo: causale della multa: “Sostava non parallelamente all’asse della carreggiata”

Ho già spiegato che questo è vero; ma che l’auto era comunque vicina al marciapiedi. Che fosse lievemente inclinata è cosa che qualunque Lettore riconoscerà come normale e quotidiana. Alzi la mano chi non l’ha mai fatto. Vigili compresi…;) E non mi pare che ci siano piogge di multe quotidiane per questo motivo. Per fortuna.

Ma quello che mi preme mettere in rilievo è che la LEG-GE-RA inclinazione dell’auto, la cui parte posteriore fuoriusciva lievemente (diciamo: 30 centimetri?) dalla linea della striscia bianca, NON intralciava in alcun modo la circolazione, specie in un Corso ENORME come quello, e in quel punto.  
 
Punto terzo: Il Corso era pieno, e lo è ancora, come tutta la Città, di auto parcheggiate “non parallelamente” all’asse della carreggiata. Ma allora come mai i vigili-piè-veloce non stavano ancora elevando contravvenzioni agli altri, anzi erano completamente scomparsi?
 
Punto quarto. Questi vigili “israeliani”, che arrivano, pungono e scompaiono, NON assomigliano per nulla ai soliti vigili che prima di fare una multa, ed è più volte successo anche in quel punto (non a chi scrive) suonano, fischiano, chiamano, e manca poco che facciano porta a porta per chiedere di spostare la macchina.
 
Perché stavolta niente fischio? E ho decine di testimoni. Per carità: non si vuole qui sostenere che siano o meno obbligati a fischiare, avvisare ecc…

Si vuole solo sostenere che pubblici ufficiali debbano sempre e comunque avere un atteggiamento coerente ed esemplare. Sempre in un modo o sempre in un altro, ovviamente nei limiti di legge.

O sbagliano quando fischiano, e allora non lo facciano più; o sbagliano quando non lo fanno. In entrambi i casi, chi di dovere dia regole chiare. Valide sempre e per tutti.
 
Come mai stamattina questa azione da commando, e anche, forse, a quel che si potrebbe maliziosamente pensare, mirata
 
Ipotesi a caldo di mia moglie: “Ci hanno puntati”.
 
Io, che sono un ingenuo, ipotizzo che abbiano avuto direttiva di mordere di più perché servono soldi, per i ben noti motivi. 
 
Ma la mia ipotesi si infrange contro la semplice constatazione che questi vigili fantasma sono SCOMPARSI, dopo aver colpito veloci e insolitamente silenti, anziché passarsi una per una e infilare tutte le altre auto in posizione analoga.

Per inciso mi piacerebbe sapere, e capire, come fanno i Vigili a misurare scientificamente se un’auto è o meno “parallela” all’asse della carreggiata. Nel mio caso il disallineamento era evidente, anche se NON assolutamente intralciante. In ogni caso NON è quello che contesto.

Ma come fanno in tutti gli altri casi? Hanno i Vigili in dotazione un misuratore laser di allineamento o cose del genere? Perché se la cosa si fa “ad occhio”, allora è sempre opinabile.
 
Ora, sia chiaro, della multa in sé, a chi scrive non importa nulla. Non è questo di cui si parla. 
 
Il problema è: perché? Perché con queste modalità?
 
Perché sono un simpaticone e i vigili, o alcuni di loro, ci tengono a lasciare i loro pensierini solo a me?
 
Oppure perché ci sono direttive nuove?
 
Aiutatemi a capire. 
 
A quanti di voi, in generale e soprattutto oggi, magari stamattina, è stata contestata una contravvenzione perché “Sostava non parallelamente all’asse della carreggiata“?
 
Ripeto: forse una trentina di centimetri fuori asse in un Corso largo in quel punto quasi 20 metri e per non più di 3 (TRE) minuti.
 
Se fosse una prova di efficienza, non potrei che congratularmi per la geometrica potenza e precisione del blitz dei vigili.
Ma non lo era. O no?
 
E comunque è davvero una cosa impossibile in questa sventurata Città ottenere un comportamento UNIFORME, uguale per tutti e per tutte le occasioni, da chi gestisce e rappresenta la cosa pubblica? 
 
Che, per esempio e restando sul tema, i Vigili siano spietati o comprensivi non per piccio personale e/o del momento, ma in base a regole precise, valide sempre e per tutti – non solo per i simpatici?
 
Così. Giusto per capire.

Ci sono ancora dei responsabili in questa Città? Qualcuno che da regole precise e si preoccupa del loro rispetto? Perché non posso pensare che i Vigili facciano di testa propria. E se così non è, a comportamento inuguale corrispondono direttive inadeguate o inadeguati sistemi di monitoraggio.

Toc toc. C’è qualcuno che risponde, lassù dalle parti di palazzo Avitaia o a Corso Carafa? 
(Va beh, dico rispondere sul serio, eh? –  a parte il solito testina che risponderà “paga e basta“. Quelli sono compresi nel prezzo…;)
 
Proprio ieri un amico mi parlava di una caffetteria di Roma dove si possono bere caffè particolarmente buoni in diverse miscele e prezzi, da 1 euro e 20 fino a 20 euro a tazzina.
 
Oggi l’ho battuto alla grande. Due caffè 41 euro. Ridotti a 28 senza che dal foglio rosa si possa sapere perché, in quanto l’asterisco non rimanda a nulla.
 
Come quei negozianti che raddoppiano il prezzo per poi fare lo sconto del 50%. 
 
La multa discount. Venghino siori…;)