Quei fantasmi su Facebook

Quel che pubblichiamo, e quel che non. Fantasmi o non fantasmi. 
Un caro amico mi segnala un “dialogo” su Fb che definire squallido sarebbe già un complimento.
 
Lasciamo perdere il fatto che i due eroi parlino di qualcuno senza neanche taggarlo: il classico “coraggio” da salotto.
 
E non sono due qualunque. Ma due ben noti professionisti… Tutt’e due, come direbbe Totò, con la Laura…;)
 
Ovvio che quello di cui sparlano come comari sfaccendate sono io. Motivo? Non aver “divulgato” una tale notizia giudiziaria, relativa a una certa sentenza. A sfavore di un loro “arcinemico” (e ridaglie con la cultura a fumetti… 😉
 
Ora, cari amici esaltati e lagnosi, poiché si deve voler bene anche a chi non lo merita, e in questo senso ve ne voglio, per il vostro esclusivo bene vi chiarisco:
 
1. della “sentenza” ho avuto oralmente notizia probabilmente prima di voi;
 
2. ma avendo la laurea in libertà, come voi giustamente ricordate, pur col vostro tono ridicolmente commendevole – so distinguere tra l’esercizio della libertà e il mero pettegolezzo o la lagna rancorosa sul social network: e vi assicuro: c’è una bella differenza.
 
Crescendo, magari lo capirete anche voi.
 
3. Sempre per la famosa laurea in libertà, sappiamo distinguere nettamente tra una sentenza, scritta e documentata, e una “voce”.
 
Cos’è, per voi rimane ancora un esercizio difficile? Serve il disegnino? 😉
 
Perciò, fino a quando ho solo la “voce”, di certo non pubblico nulla. Anche a carico vostro, casomai qualcuno faccia girare “voci” a voi contrarie. E se solo poteste immaginare quante ne girano, e quali… e quante ne arrivano a noi, senza che ci sentiamo in dovere di pubblicarle.
 
Si chiama lealtà, rispetto della legge e delle persone. È una fondamentale garanzia per TUTTI, voi compresi. Suona nuovo?
 
Se voi foste persone leali, che sanno quel che dicono e parlano solo di quel che sanno, fareste altrettanto. Ma tant’è.
 
Oppure, se ave(va)te la sentenza, potevate mandarmela e allora, dopo, solo DOPO,  in caso di mia omissione, potevate partire con le vostre lagnose e deprimenti “considerazioni”.
 
Ma così, siete ben oltre i limiti della vergogna, e ho non rabbia, ma solo pena per voi. Che avete così bisogno di aiuto.
 
Volevate mostrare la colpevolezza di qualcuno. Avete mostrato solo la vostra. La vostra, per così dire, caratura.
 
Contenti voi…
 
Rimane che sono disponibile a pubblicare, come sempre, SOLO ciò che è DO-CU-MEN-TA-TO.
 
Non pubblico “voci” e non corro dietro fantasmi. Quei fantasmi, semmai, li lascio a rodersi su Facebook. 
 
Quindi o potete documentare, e magari, da uomini, chiedere scusa per potervi vergognare un po’ meno; o abbiate almeno la compiacenza di stare zitti e togliervi mediaticamente dai piedi.
 
La laurea in libertà è cosa seria, e voi ne siete lontanissimi. Al momento non avete neanche quella in passabilità.