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Il Talos SCOMPARE davvero!

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Clamoroso!

Ci avevamo scherzato su (ma neanche tanto) in un precedente bellissimo articolo Ma come spesso accade, la realtà ha superato ogni fantasia. In peggio.

Perché il celeberrimo cratere è realmente scomparso dal Museo nazionale Jatta.

A portarlo via, nientemeno che la Soprintendenza. Alla chetichella. Senza avvisare nessuno. 

A rivelarlo? Il Sindaco Ottombrini, giustamente furibondo per questo incredibile scavalcamento dell'Amministrazione e, ancor più, della intera Città.

Una Città che ora più che mai deve svegliarsi e difendere la propria Identità. Cioè il proprio passato, il proprio presente e il proprio futuro, che passano tutti anche dal Museo e dal Vaso.

 


*


COMUNE DI RUVO DI PUGLIA

PROVINCIA DI BARI


IL SINDACO


 


Prot. n.

Ruvo di Puglia, 01/02/2013


 

Egr. Soprintendente per i Beni Archeologici della Puglia
Via Duomo, 33
74100 Taranto, Italia
tel. 099/4713511
fax 099/4600126


OGGETTO: Richiesta di chiarimenti ed incontro


Il sottoscritto, Vito Nicola Ottombrini, in qualità di Sindaco del Comune di Ruvo di Puglia, dopo lamentele perpretate da molti cittadini e turisti, ha appreso in data 31 gennaio c.a. che il famoso Vaso di Talos è stato portato momentaneamente via dal Museo Archeologico Nazionale Jatta.

Tale azione, sicuramente nella facoltà dell’Ente da Lei rappresentato, lascia una città in uno stato quanto meno catatonico e mi sento in dovere di rappresentarLe il mio sconcerto personale e di rappresentante di una comunità per non essere neanche stato reso partecipe quale Istituzione di questo progetto.

Per lustri questo Comune ha consentito l’esistenza del Museo Nazionale pagando con i soldi dei cittadini il fitto delle sale in cui insisteva tale istituzione e, ad oggi continua a pagare alcune utenze dello stesso, perché siamo certi che dal Museo passi grande parte dello sviluppo di questo comune. Ora le chiedo, chi ha deciso in un momento strategico quale la Settimana Santa e la Primavera, in cui i flussi turistici esteri, nazionali e scolastici segnano il picco massimo di privare questa comunità di uno dei beni culturali più importanti rappresentando anche un fondamentale attrattore culturale?

Perché le azioni dell’ente da Lei rappresentato non sono concordate con un altro ente prossimo territorialmente che promuove cultura?

 

Perché non informare un Comune che proprio per la Germania ha in programma la partecipazione alla IBT di Berlino a Marzo e nello stesso mese porterà la Banda di Ruvo di Puglia a suonare le nostre marce funebri nella prestigiosa sede della Berliner Philarmoniker? Perché questo Ente pensa che la valorizzazione di un bene archeologico debba essere fine a se stessa e non legata ai territori che questi beni li hanno ritrovati e custoditi? Come si pensa che tale azione possa creare sviluppo?

 

Perché a fronte di questo “prestito”, non si è provveduto ad uno scambio che portasse beni di Ruvo di Puglia sparsi per il mondo dando la possibilità anche a Ruvo di Puglia di avere, invece dal Vaso di Talos un importante reperto ruvese in mostra temporanea?

 

Quanto rappresentato dal sottoscritto è quello che pensa una intera comunità che non è assolutamente terza rispetto alla conservazione e valorizzazione dei propri beni archeologici, nonostante la continua non considerazione del Comune di Ruvo di Puglia non solo nello spostamento del famoso cratere, ma anche nel notiziare lo stesso Ente relativamente al reperimento di beni archeologici durante scavi privati e pubblici, così come la conoscenza del loro destino.

 

Risulta vero che due tombe complete e di grande pregio ritrovate a Ruvo di Puglia delle quali il comune non ha mai avuto informazioni ufficiali si trovano esposte oggi a Bitonto in una collezione privata?

 

Questa città non può essere considerata una miniera di tesori che devono arricchire altrui contenitori culturali. A tale proposito chiediamo, inoltre, se a fronte dell’acquisto di altre stanze rispetto a quelle occupate oggi dal Museo Nazionale da parte del Ministero competente, vi sia un piano di allestimento di questi spazi con beni che nel tempo sono stati allontananti dalla sede museale per motivi logistici, così come sia in programma lo spostamento della teca contenente i bronzi in una delle sopra indicate stanze, non alterando l’aspetto unico del Museo Nazionale Jatta di “Museo nel Museo”, con una teca moderna che nulla ha a che fare con l’ambiente in cui è collocata.

Siamo consci dei contenuti del DLgs 42/2004 e delle competenze delle sovrintendenza, Ente sovraordinato rispetto all’Ente Locale, ma la collaborazione tra istituzioni pubbliche, dimostrata abbondantemente nel tempo dal Comune che pro tempore rappresento, non ha comportato negli ultimi anni una pari attenzione dell’Ente da Lei rappresentato.

Questa nota spero venga letta nell’ottica della dimostrazione non solo di una città attenta ai propri beni culturali, ma anche e soprattutto per l’anelito ad una collaborazione di fatto che ad oggi manca, soprattutto  sul piano del coinvolgimento reciproco.

 

La volontà di questa Amministrazione è quella di cooperare costruttivamente con l’Istituzione da Lei rappresentata, ma è necessario che questa volontà sia voluta e dimostrata da ambo le parti, per il bene della cultura e dello sviluppo di un territorio.

 

Resto in attesa di un Suo gradito riscontro, sia per dare risposta ai quesiti posti che, ribadisco, sono di una città e non solo del sottoscritto e della sua Amministrazione, ma soprattutto per pianificare un vero e proprio piano di cooperazione fattiva che porterà sicuramente giovamento all’immagine delle nostre Istituzioni e soprattutto ai cittadini per i quali orgogliosamente prestiamo il nostro servizio.

 

In ultimo, Le chiedo a breve un incontro chiarificatore e delle proposte risolutive rispetto a quanto enunciato. In caso contrario, dovrò per chiarezza e coerenza convocare un Consiglio Comunale su tale questione richiedendo allo stesso l’approvazione di un ordine del giorno appositamente predisposto.


Colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali Saluti



IL SINDACO

                  

 Vito Nicola Ottombrini

 

 

 


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